POLLINA

Abitanti POLLINESI
C.A.P. 90010
Altitudine S.L.M. (In Metri) 763
Superficie (In Kmq.) 49,90
Tipo Di Superficie COLLINA LITORANEA
Distanza Da Palermo (In Km.) 98
Si Raggiunge da A 20 PA-ME (Cefalù S.S. 113 dopo Castelbuono)
Gonfalone ROSSO E BLEU
Patrono S. GIULIANO (14/7)
Diocesi CEFALÙ
Località FINALE DI POLLINA, RAISIGERBI
Zone Archeologiche GOZZO PISANO,
LUOGO MARCHESE,
LINATE NELLA VALLE MALPERTUGIO,
ZURRICA SANT'ANASTASIA

È situata a più di 750 metri sul livello del mare, con l'aspetto di una roccaforte medievale. Proprio per la sua altitudine da un lato si può vedere il mar Tirreno e le città costiere come Cefalù, e dall'altro lato i picchi delle Madonie.
Le sue origini sono molto incerte. In molti sono orientati nel trovarle nell'antica Apollonia in quanto città devota al Dio Apollo e Pollina sembra confermare tale ipotesi; altri citano la leggenda di "Ayub e Pulìna" due innamorati, lei nobile normanna e lui principe arabo, con il consenso finale del re Ruggero.
I Normanni rinunziarono a conquistare la rocca di Pollina forse perché re Ruggero non voleva che Arabi e Normanni formassero una sola razza.
Nel 1178 il Castello fu concesso al Vescovo di Cefalù e poi nel 1321 passò sotto il dominio di Francesco Ventimiglia, conte di Geraci.
I ruderi del castello, preannunziato da un imponente arco ogivale, costituiscono ancora oggi l'emer-genza architettonica che domina dall'alto l'intero abitato. Sorprende ancor di più veder sorgere accanto ai ruderi un nuovo organismo architettonico con la stessa pietra rosa delle montagne di Pollina.
É una città ricca di arte.
Uno dei monumenti più importanti è la Chiesa Madre, che risale all'XI secolo ed è intitolata ai Santi Giovanni e Paolo. Sorta fra due antiche porte della città: «la prima, sulla facciata principale con quattro soglie, fa anche da basamento alla trecentesca torre campanaria; la seconda è addossata al transetto della matrice». All'interno della chiesa troviamo numerose opere d'arte, tra cui un bassorilievo della Natività e un Presepe (1527); una statua della Madonna delle Grazie (1515) entro un tabernacolo marmoreo (1517), etc., tutte opere di Antonello Gagini.
Altri monumenti sono: la chiesa di S. Pietro del XII secolo, la fontana araba ed il ponte cartaginese.
Comunque i valori storici e monumentali non sono i soli che arricchiscono la splendida Pollina nella vita civile italiana e europea.
Essa si é saputa inserire nel contesto della dinamica economica europea con la creazione del Villaggio della Valtur ed una grande spiaggia incorniciata dalle rocce rossastre di punta Finale. Tale villaggio ha anche un suo ruolo per quanto concerne la vita culturale della provincia, avendo realizzato un teatro all'aperto che sorge in un luogo da dove si può godere un panorama unico nel suo genere. È posto infatti nella zona più alta, il Belvedere o Pietra Rosa, ed é di impianto semicircolare secondo la tipologia del teatro greco.
Sovrasta il teatro un'antica Torre Quadrata, unico elemento superstite del Castello dei Ventimiglia.
Come Castelbuono, Pollina fa ancora fede al suo passato economico come esportatrice di manna, cui è dedicata la festa paesana dell'ulivo e dell'agriturismo in novembre.
Altre manifestazioni sono i riti di Carnevale, la festa del patrono e la festa della Madonna della Lettera (seconda domenica d'agosto).

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