| Abitanti |
GANGITANI |
| C.A.P. |
90021 |
| Altitudine
S.L.M. (In Metri) |
1.050 |
| Superficie
(In Kmq.) |
127,16 |
| Tipo Di
Superficie |
MONTAGNA |
| Distanza Da
Palermo (In Km.) |
127 |
| Si Raggiunge
da |
A 19 PA-CT
(uscita Tremonzelli) |
| Gonfalone
|
AZZURRO |
| Patrono |
S. CATALDO
(10/5) |
| Diocesi |
CEFALÙ |
| Località |
BISANTI,BORDONARO
SOPRANO,
BORDONAROSOTTANO,
BORGOMANGANARO,
CAMPOROTONDO, CAPUANO,
CASALGIORDANO,
CAVALIERE, COMUNE,
COMUNELLO,
GANGIVECCHIO, GIAIME,
GIOVINE, GURFI,
MAGAZZENO, MAGIONE,
MANDRALISCA, MENTA,
NONNI, PIANO OSPEDALE,
PIRATO, REGIOVANNI,
ROLICA, TERRATI, TERRATI CALMENI,
TRE BRACCIA RAINÒ,
ZAPPAIELLO, ZIMMARA |
| Santuari |
SANTUARIO DELLO
SPIRITO SANTO |
| Parchi e
riserve |
PARCO DELLE
MADONIE |
| Zone
Archeologiche |
MONTE
ALBURCHIA,
GANGIVECCHIO |
Sulle pendici del monte Marone, sorge il paese di Gangi, a 1050
metri di altezza. Al massiccio del monte Marone si contrappone, nella parte
settentrionale, il monte Albuchia.
Le ipotesi sull'origine di questa città e sui legami che ebbe con l'antica Engyum sono
diverse e contraddittorie. Alcuni storici la fanno risalire al 1200 a.C., fondata dagli
indigeni isolani e che nel'XI secolo ospitò una colonia di cretesi; altri, come Diodoro
Siculo, affermano che fosse stata direttamente fondata dai cretesi condotti da Minosse,
che vi fondarono anche un tempio in onore di Meteres.
Quando nel IX secolo d.C. gli Arabi conquistarono la Sicilia, sul monte Albuchia trovarono
un campo disseminato di rovine e nessun centro abitato. Poiché la monetazione rinvenuta
non va oltre il IV secolo d.C. se ne deduce che la città di Engyum dovette essere
distrutta da qualche terremoto.
Dopo la distruzione della città gli engini superstiti si spostarono nella località oggi
chiamata Gangivecchio e vi costruirono un nuovo centro.
Ai Saraceni che si dice si siano arresi immediatamente ai conquistatori, successero i
Normanni e con lo stabilirsi di una nuova gerarchia feudale la città di Engyum fu
assegnata alla contea di Geraci, di cui i signori furono i Ventimiglia. Nel XVII secolo la
signoria passò ai Grifeo e alla fine dello stesso secolo, ai principi di Valguarnera che
restaurarono il Castello e ne tennero il possesso fino al 1760. Nel secolo XIX passò in
proprietà della famiglia Milletari e successivamente alla famiglia Mantegna da Palermo,
detentrice, ai nostri giorni, del titolo onorifico del principato di Gangi.
Di quel che fu il poderoso castello dei Ventimiglia non resta altro che l'ala la cui
facciata è ornata da un imponente portale a bugne. Delle tre torri, una è andata
distrutta; la seconda in stile gotico è stata trasformata in torre campanaria; la terza
cilindrica è inglobata nel convento dei Cappuccini (che si insediarono nel 1752).
Dopo questo breve cenno storico passiamo ora alle opere d'arte da visitare:
La Chiesa Madre, edificata nella prima metà del XVIII secolo, é intitolata a S. Nicolò
di Bari, ed è a pianta quadrata e adattata a campanile. Al suo interno troviamo la grande
tela del Giudizio Universale (1629), eseguita dal pittore Giuseppe Salerno, meglio
conosciuto come "lo zoppo di Gangi". Altre opere che vi si trovano sono quelle
di Filippo Quattrocchi, tra cui un Sant'Eligio avvolto in un mantello dorato, con ai piedi
un putto come sua firma (cosa che avviene in tutte le sculture del Quattrocchi). Nel
pianterreno troviamo l'antica sepoltura dei preti che, nascosti da una maschera di cera
venivano mummificati in una nicchia.
La Chiesa dell'Abbadia, che si trova alla periferia del paese, e che è un ex monastero
benedettino costruito nello stesso luogo in cui, a quanto si dice, nel secolo XI esisteva
un eremitaggio dei benedettini. La Chiesa del SS. Salvatore, dove è molto bella la guglia
tutta piastrellata di ceramica policroma. All'interno vi é un crocifisso ligneo di frate
Umile Pintorno, sul quale si narra una leggenda: sembra che il frate scultore si trovasse
in grande imbarazzo al momento di decidere da quale lato il Capo del Cristo ancora da
attaccare al busto dovesse reclinarsi, decise allora di lasciarlo momentaneamente
incompiuto aspettando uni-spirazione, ma tornato al suo Cristo, trovò il Capo
reclinato sulla destra, come è tuttora.
La Chiesa di Santa Maria dell'Annunziata, trasformata dai benedettini in convento, passato
poi alla famiglia Bongiorno e proprietà oggi dei Tornabene, e che è attorniata da
splendidi fiori.
La Chiesa di Maria SS. della Catena, eretta a metà del secolo XV, con un ricco portale in
pietra da taglio.
La Chiesa di S. Paolo, costruita nel 1530 come oratorio, con un portale esterno riccamente
ornato di bassorilievi.
Il Santuario dello Spirito Santo, eretta nella prima metà del XVII secolo. Al suo interno
vi é sull'altare l'immagine dello Spirito Santo, dipinta probabilmente da Gaspare Vazzano
su una grande roccia concava. Il suo portale, che è di recente fattura, è un esempio
dell'arti-gianato del legno.
E tantissime altre sono le opere d'arte che rendono nota la splendida Gangi.
Molto suggestive sono le feste popolari come quelle dei "Burgisi" che si svolge
in ottobre, la Sagra delle Spighe che si svolge la prima domenica di agosto, la
"cravaccata" per il carnevale e la festa del Patrono il 10 maggio. |

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