PER IL BDS INIZIA IL RILANCIO

Rafforzamento dell'identità locale pur mantenendo una strategia di sviluppo extra-regionale. È questa la ricetta ritenuta vincente dal nuovo amministratore delegato del Banco di Sicilia, richiamato alla guida dell'istituto dalla nuova gestione Geronzi. Cesare Caletti, l'uomo del Nord che aveva gestito gli anni difficili culminati con l'operazione Sicilcassa, è tornato in Sicilia alla guida dell'istituto palermitano oggi però controllato da un gruppo bancario "del continente", la Banca di Roma. Sarà un incarico rovente: conquistare la fiducia dei siciliani scettici per il nuovo assetto azionario del Banco e al tempo stesso migliorare la redditività dell'istituto.
Dottor Caletti sarà salvaguardata l'identità locale del nuovo Banco, passato oggi sotto il controllo della Banca di Roma?
Certamente sì! Il nuovo assetto prioritario permette all'istituto di migliorare in efficienza ed essere più competitivo offrendo un miglior servizio senza perdere la propria identità. Oggi, accanto all'attività tipica svolta capillarmente nel territorio siciliano, si affiancano l'attività corporate del Mediocredito e quella internazionale di Banca di Roma e Abn Amro. Si amplia anche l'offerta per la clientela con i prodotti del risparmio gestito di Romagest e con quelli assicurativi di Romavita.
La maggior efficienza è stata pagata in termini di autonomia?
Oggi il Banco deve pensare al proprio sviluppo e al miglioramento reddituale, nell'interesse dei propri clienti.
L'internazionalizzazione del settore bancario è sotto gli occhi di tutti. Sarebbe sbagliato non riconoscere questa trasformazione. E poi non bisogna dimenticare che l'istituto ha da sempre una presenza storica anche in diverse città del Nord. Inoltre, oggi le qualità del Banco sono riconosciute anche nel Nord Italia. Per molte amministrazioni locali stiamo infatti elaborando piani di finanziamento, come bond comunali o regionali, competitivi su scala internazionale.
Quale sarà il ruolo del Banco in Sicilia?
Il Banco continua ad essere il punto di riferimento per l'attività economico-produttiva e commerciale della Regione ed è da sempre l'interlocutore principale nel settore delle opere pubbliche. Al tempo stesso è finanziatore e promotore della nuova imprenditorialità dell'isola, che si fonda soprattutto sul turismo, sull'attività manifatturiera e sull'agricoltura di qualità.
È finito il periodo dell'emer-genza per il BdS, quello dei risultati economici in rosso?
I momenti difficili dei bilanci chiusi in perdita e le difficoltà collegate all'operazione Sicilcassa sono ormai in gran parte superati. Il Banco, dopo la crisi di quegli anni, non ha però ancora avuto modo di intraprendere la via della normalità. Negli ultimi 5-6 anni l'istituto è stato interessato da processi di sopravvivenza. Ora dobbiamo iniziare a lavorare per lo sviluppo e la crescita della banca.
Cosa l'ha spinta a tornare in Sicilia accettando nuovamente l'incarico di amministratore delegato, dopo la precedente esperienza alla guida del Banco?
Questa è una terra meravigliosa. Chi ha la fortuna di lavorarci e viverci ne rimane incantato. Adoro il calore di questa gente. Inoltre, non lo nascondo, chiedendomi di ritornare è stato implicitamente riconosciuto ed apprezzato il lavoro da me svolto in quegli anni.
Cristian Martino

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Cesare Caletti
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